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Quanti avvocati utilizzano l’intelligenza artificiale? I dati del CENSIS 2025

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Il 27,5% degli avvocati italiani utilizza già strumenti di intelligenza artificiale (IA) nella propria attività professionale quotidiana. È quanto emerge dal IX Rapporto CENSIS sull’Avvocatura 2025.

Perché molti avvocati non usano ancora l’IA?

Il 72,3% invece non ne fa ancora uso. Tuttavia, tra questi, il 31,7% dichiara di voler adottare l’IA nel prossimo futuro, segnale chiaro di un forte interesse verso questa tecnologia dirompente, nonostante le attuali barriere.

I principali motivi di non utilizzo sono:

Un ulteriore 0,9% indica altre motivazioni.

Per cosa viene usata l’IA dall’avvocato?

L’intelligenza artificiale viene impiegata in modo mirato. Il suo utilizzo principale riguarda:

Utilizzi residuali si attestano allo 0,5%.

I profili più propensi all’adozione

L’adozione dell’uso dell’IA è più diffusa tra i:

Intelligenza artificiale per avvocati: opportunità o minaccia?

Oltre la metà degli avvocati (58,7%) vede l’IA come un’opportunità, soprattutto per la ricerca legale (47,4%) e la gestione documentale. Tuttavia, il 32,1% la considera una minaccia per il ruolo dell’avvocato e la qualità del lavoro.

Citando il rapporto del CENSIS 2025 circa l’utilità percepita:

Tra i principali fattori di rischio per i redditi futuri degli avvocati, l’intelligenza artificiale si piazza al settimo posto con solo l’8,1% degli avvocati che la percepisce come tale.

Come cambierà la professione nei prossimi 5 anni?

Ecco le previsioni fatte dagli avvocati:

Solo il 9,8% pensa che l’impatto sarà minimo.

Una trasformazione in corso

Ad oggi dunque un avvocato su quattro utilizza già l’intelligenza artificiale, ma la percentuale è destinata a crescere rapidamente. Il settore forense è in una fase di transizione digitale, trainata dalle nuove generazioni, dall’innovazione delle legal tech e da un crescente bisogno di efficienza.

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